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Ceselli
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Frazione CESELLI - Castello di poggio sulla destra idrografica del fiume Nera (m. 317). Il suo nome, come quello della vicina villa di Cese nel comune di Spoleto, deriva probabilmente dal latino “caedere”, che significa tagliare e disboscare. La tradizione orale ne attribuisce la fondazione al feudatario Cesello,mitizzando l’origine altomedievale del castello eretto a difesa del feudo abbaziale di S. Pietro in Valle, affidata ai signori di Ceselli, vassalli dei duchi di Spoleto.

L’impianto urbanistico è caratterizzato da una strada centrale, che si snoda a tornanti tra le due strade di accesso, e da alcune trasversali semicircolari a fondo cieco, che si irradiano verso le antiche mura, di cui si individua ancora il perimetro.
Fuori della porta a valle si è sviluppato il primo nucleo del borgo, che si è progressivamente attestato lungo le strade carrozzabili che circondano il paese. Ceselli è stato un comune autonomo fino al 1875, quando fu accorpato al comune di Scheggino.

Alla sommità del paese sorge la chiesa di S. Michele Arcangelo, edificata nel sec. XIV utilizzando come abside la torre poligonale del cassero, poi trasformata in campanile. L’edificio è stato più volte rimaneggiato ed ampliato fino ad assumere l’aspetto attuale di chiesa a navata unica con altari laterali. La sistemazione ottocentesca, sfruttando il pronunciato dislivello della pianezza,ha enfatizzato l’imponenza della facciata preceduta da una scalinata. Dell’antica parrocchiale, già dedicata a S. Sebastiano, si conservano ancora alcuni affreschi dei secoli XV e XVI nella parete absidale e nel vano del campanile.

Dirimpetto a Ceselli, dalla parte opposta del fosso, si erge la chiesa di S. Vito, piccolo edificio romanico con abside semicircolare, bifore nella facciata e campanile a vela. L’interno, tagliato in due vani nel sec. XVI e XVII, che raffigurano principalmente il santo titolare, assai invocato contro la rabbia e quindi contro il morso dei cani. Alcuni elementi costruttivi di età romana testimoniano la preesistenza di un più antico edificio di culto pagano.
Nei pressi del paese, dopo aver attraversato il villaggio di Contaglia, s’incontra la chiesa di S. Sabino edificata in epoca romanica lungo la vecchia strada per Spoleto, su un poggio adibito poi ad uso cimiteriale che ha conquistato anche parte dell’antico edificio. Le pareti della navata, che termina con un’abside semicircolare, conservando tracce di affreschi, tra cui si distingue un santo vescovo, forse il titolare della chiesa, già vescovo di Spoleto e martire, vissuto nel III secolo.