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Pontuglia
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PontugliaFrazione PONTUGLIA - Antica villa di transito fortificata nel sec. XV, sorta (m.356) nei pressi della sorgente che alimenta il mulino. L’impianto del paese è triangolare, con una strada principale in piano e ripide vie radiali, spesso con archivolti, che convergono verso l’alto. Sono ancora riconoscibili tracce delle fortificazioni e delle due porte. Dall’abitato emergono alcune torri colombaie, che certamente avevano un tempo anche funzioni di difesa e di avvistamento. La frazione di Pontuglia ha seguito le vicende del Castello di Ceselli da cui dipendeva amministrativamente.

La principale emergenza del luogo è rappresentata dal mulino di Pontuglia che occupa la parte bassa dell’abitato, lungo la strada. Si tratta di una pregevole opera idraulica risalente al sec. XV, trasformata e adattata nel tempo, per necessità funzionali, in uso fino a pochi decenni fa. La vasca di raccolta dell’acqua poteva attivare quattro turbine, la prima per macinare cereali, la seconda per separare i diversi prodotti della macinazione, la terza per molire le olive e la quarta per azionare una pressa idraulica per la spremitura della sansa. Il mulino, ora disattivato e in precario condizioni statiche conserva ancora, per l’attivo interessamento dei suoi proprietari, tutti i macchinari che documentano l’evoluzione dell’arte molitoria attraversi i secoli.

In prossimità di uno degli ingressi del paese si trova la chiesa degli Innocenti che è stata recentemente ristrutturata cancellando ogni traccia dell’impianto originario;  non è stata risparmiata neppure la decorazione pittorica raffigurante la Strage degli Innocenti, titolari della chiesa. Il torrente del Fosso di Pontuglia per la portata costante e la rapida pendenza offre la possibilità di praticare il torrentismo lungo la forra del Casco dell’acqua che forma una serie di cascate e si conclude con un salto di 29 metri. Risalendo il fosso ci si inoltra in un’altra area molto interessante dal punto di vista naturalistico costituita dalla valle tra Monta Fionchi (m.1337) e Monte Solenne (m.1286), ora percorribile con una carrozzabile che, passando per Cese, raggiunge il castello di Ancaiano.