Comune di Scheggino - Sito Web Ufficiale

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Monte S. Vito
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Frazione di MONTE S. VITO - Si tratta della località più alta del comune di Scheggino (m.962) cha ha assunto il nome di un santo molto venerato nella zona, onorato nella chiesa a valle , nei pressi di Ceselli. L’insediamento si trova perfettamente allineato con quelli di Civitella e Ceselli, lungo la vecchia strada che raggiungeva Monteleone di Spoleto e l’area dell’antico regno di Napoli, con relativo posto doganale.

La sua origine si deve probabilmente al sec. XII, come parte di un sistema di difesa che circondava il feudo dell’abbazia di S. Pietro in Valle, ma ben presto ottenne l’autonomia amministrativa, che conservò gelosamente sino alla fine dell’ottocento, quando, dopo essere stato aggregato a S. Anatolia di Narco, fu unito (1895) al comune di Scheggino.

Della torre di avvistamento, ricordata anche nella toponomastica del paese, e delle mura di difesa restano soltanto labili tracce, accentuate principalmente  in una delle due porte di accesso. La porta è preceduta da un piazzale con fontana e abbeveratoio, impropriamente ammodernati, e seguita da un portico, con una soluzione frequentemente adottata negli ingressi dei castelli medioevali, mentre le case si dispongono allineate sul crinale del colle, lungo due strade principali, che confluiscono all’estremità.  La frazione, a ricordo della sua autonomia amministrativa, è attualmente sede di una delle più antiche e vaste Comunanze agrarie della zona.

Al centro del paese  è inserita la chiesa di S. Michele Arcangelo che risale al XIII secolo. Ad un edificio più antico sembra appartenere il portale in stile romanico rimontato nella parete laterale. L’interno, a navata unica con abside, è stato rinnovato nella seconda metà dell’Ottocento alterando l’impianto originario. Fuori del paese, affacciata sulla valle, s’incontra la chiesa di S. Maria, costruita sopra la chiesa romanica di S. Leonardo, di cui si scorgono i resti nella parete absidale. L’edificio attuale si deve al sec. XVI, come denunciano i caratteri costruttivi; l’unico altare è ornato da un affresco della Madonna del Rosario, datato 1630, ancora oggetto di devozione popolare. Nell’area circostante è stato ubicato il cimitero.